Comunicazione del Segretario Nazionale Studi

Roma, 5 luglio 2004A tutti gli Associati

Rimetto alla Vs. attenzione due articoli, apparsi di recente sul Sole 24 Ore, del tema:

CON LO SPORTELLO TELEMATICO IMMATRICOLAZIONI A RILENTO
Operativo dal 1° giungo ha finora allungato i tempi di consegna

Da una parte ci sono i comunicati ufficiali, secondo cui lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta) snellisce le immatricolazioni dei veicoli nuovi e i Passaggi di proprietà di quelli usati. Dall’altra, c’è l’inchiesta svolta dal Sole-24 Ore del lunedì che, almeno per le immatricolazioni del nuovo, dimostra il contrario: per queste operazioni, lo Sta è entrato in vigore il 1° giugno (si veda Il Sole-24 Ore del 2 giugno) e, nei giorni successivi, abbiamo accertato che, per avere un’ auto esposta dal concessionario in pronta consegna, ora occorre una decina di giorni. Prima era possibile cavarsela con circa tre. Come mai? Due le spiegazioni: una immediata, l’altra strutturale.
Spiegazione immediata. L’ articolo 94 del Codice della strada, fino al 31 maggio, lasciava 60 giorni per perfezionare l’ immatricolazione di un veicolo nuovo: nella prassi. i commercianti (concessionari ufficiali, salonisti generici o importatori paralleli) provvedevano immediatamente alla targatura, tramite le agenzie di pratiche auto di loro fiducia.
Il cliente poteva così ritirare il mezzo rapidamente con i documenti necessari per usarlo su strada, cioè targhe e carta di circolazione (rilasciate dal Dtt, la ex Motorizzazione, a un’ costo contenuto in circa 50 euro). Solo successivamente i commercianti davano mandato all’agenzia di effettuare anche l’iscrizione del veicolo al Pra, che completa le pratiche legate all’immatricolazione ed è la più onerosa di esse (circa 200 euro, in gran parte dovuti al Fisco). Ciò avveniva a ridosso dei 60 giorni previsti dal Codice, in modo che i commercianti potessero far autenticare con calma da un notaio la dichiarazione di vendita (necessaria per l’iscrizione al Pra) e far fruttare i 200 euro necessari all’operazione (il venditore li aveva incassati alla consegna del veicolo, quando il cliente paga il prezzo chiavi in mano).
Ma il Dpr 358/00che ha istituito lo Sta, ora impone che l’iscrizione al Pra sia contestuale all’immatricolazione. Ciò significa innanzitutto che i commercianti dovrebbero recarsi ogni giorno dal notaio per far autenticare le dichiarazioni di vendita, se volessero consegnare i veicoli subito. Così dovrebbero perdere l’abitudine di recarvisi saltuariamente, concentrando gli atti accumulati in un certo periodo. Ma questo per loro è un onere supplementare, che va ad aggiungersi all’altra conseguenza dello Sta: la perdita dei due mesi di godimento dei 200 euro anticipati dai clienti per l’iscrizione al Pra. Sembra nulla, ma i margini risicati che hanno i commercianti (sovente si scende sensibilmente sotto il 10%) avevano reso importante anche questa fonte di finanziamento impropria e non visibile ai clienti.
Così i venditori potrebbero aver deciso di continuare a concentrare gli atti (andando dal notaio circa una volta alla settimana) e quindi le iscrizioni. Il che, però, ora che c’è lo Sta blocca anche le immatricolazioni. Ciò spiega i risultati dell’inchiesta del Sole-24 Ore del lunedì.
Spiegazione strutturale. Tutti questi problemi non esisterebbero se i veicoli diversi dai ciclomotori non fossero più beni mobili registrati: non sarebbero più necessari il passaggio dal notaio e l’iscrizione al Pra. La questione è delicata: l’abolizione del controllo notarile, secondo il Pra e i notai, lascerebbe spazio a truffe (che tuttavia avvengono anche col regime del bene mobile registrato, anche se lo Sta ora le limita). Così, in anni di discussioni, c’è stato solo un disegno di legge in materia: fu presentato dall’allora ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani, il 17 marzo 2000. Decadde un anno dopo, col termine della legislatura. Di quel periodo resta solo il Dpr 358/00, che si limita a istituire lo Sta lasciando immutata la questione. MAURIZIO CAPRINO

I concessionari preferiscono concentrare le pratiche
Indagine tra i venditori: a Milano norme poco note

Lo Sportello telematica dell’automobilista (Sta) non accelera, anzi rallenta le pratiche.
Un’ indagine sul campo svolta dal Sole 24 Ore del lunedì in alcuni dei maggiori capoluoghi (Milano, Roma, Firenze e Napoli) mostra che lo Sta allunga i tempi di consegna di un veicolo nuovo rispetto alla procedura precedente.
L’iter. Con la nascita dello Sportello unico, infatti, bisogna adempiere contestualmente alle pratiche di immatricolazione e di iscrizione al Pra (Pubblico registro automobilistico), che prima venivano invece espletate in luoghi e momenti diversi. Il vantaggio è che ora insieme all’auto – con targhe e carta di circolazione – si riceve anche il certificato di proprietà (rilasciato dal Pra), documento che, in precedenza, poteva essere consegnato dal venditore al cliente fino a 60 giorni dopo l’immatricolazione presso il Dipartimento del trasporto terrestre (Dtt), l’ex Motorizzazione.
I tempi. Ma cosa succede in concreto? Volendo acquistare un’auto nuova di cilindrata medio-bassa (Fiat Punto, Opel Corsa, Renault Twingo, Volkswagen Polo) già disponibile in concessionaria, pagando in contanti o con assegno circolare, la consegna non avviene più entro tre o quattro giorni dalla data di stipula del contratto bensì entro sette, dieci giorni. «Con l’entrata in vigore della nuova procedura, il Dtt non ci consegna i documenti prima di cinque, sei giorni lavorativi, mentre prima ne bastavano uno o due al massimo» spiega un addetto alle vendite di una concessionaria i di Milano. Un collega di Firenze è ancora più esplicito: «Il certifica di proprietà è un documento che serve al cliente solo nel momento in cui decide di vendere il veicolo: con la nuova normativa ora può ottenerlo prima, ma questo ritarda i tempi di consegna dell’auto».
Dal breve viaggio fra i concessionari, è emerso un altro dato: al 10 giugno – giorno in cui sono state contattati – molti non erano ancora al corrente del cambio di regime introdotto dalla creazione della Sportello telematico. Maglia nera, Milano: su otto, solo quattro sapevano della nuova normativa. ROBERTA MARILLI

Cordiali saluti

Il Segretario Nazionale Studi
Ottorino Pignoloni