Comunicazione del Segretario Nazionale Studi

Roma, 4 agosto 2004A tutti gli Associati

Il 4 agosto di quattro anni fa finiva un incubo. Difatti quel giorno il Consiglio dei Ministri, recependo l’unanime parere di Camera e Senato, rettificò il Decreto Legislativo predisposto dall’allora Ministro Bassanini modificandone un aspetto essenziale e cioè lo STA non poteva essere attivato presso un concessionario di vendita di autoveicoli.

Finiva appunto l’incubo che ci perseguitò dal 30 marzo di quell’anno data di emanazione della prima versione del Decreto.

Sembra ieri eppure sono passati 4 anni. Chi ha buona memoria ricorderà quello che scrivemmo all’epoca e cioè che un grande risultato era stato si ottenuto con il DPR 358/2000, ma ancor più difficile sarebbe stato darne piena attuazione. E così è stato.

Solo dopo 4 anni possiamo dire che lo STA è una realtà, a pieno regime, inconfutabile. A luglio oltre 220.000 immatricolazioni e 480.000 passaggi. Oltre 700.000 auto hanno ottenuto i documenti di circolazione e proprietà a vista. Oltre 9.000.000 di veicoli circolano in regola grazie allo STA.

Una realtà quella dello STA a forte rilevanza pubblica costituita da DTT e ACI/PRA, che già lo erano da sempre, accresciuta ora dalla novità rappresentata dagli Studi di Consulenza Automobilistica che realtà di questo tipo prima non era.

Non si potrà più tornare indietro. Lo STA potrà, anzi dovrà, evolversi facendoci uscire fuori da una serie di obblighi e di costi/tempi persi che non hanno ragione d’essere. Ma l’evoluzione dello STA dovrà camminare di pari passo con l’evoluzione professionale e culturale dei soggetti 264/91.

Se cosi sarà, miglioreremo il nostro livello operativo, sia dal punto di vista qualitativo che economico.

Se cosi non sarà saremo costretti a combattere giornalmente contro tutto e tutti senza rendersi conto che per la verità siamo noi la causa del nostro male. Cosa intendo dire?

E’ notorio, lo affermo da sempre, ne sono profondamente convinto: IL NOSTRO PEGGIOR NEMICO SIAMO NOI STESSI. E’ così ed è drammaticamente vero.

Il nemico reale e pericoloso per i nostri interessi, sia economici che di qualità della vita imprenditoriale, è la mentalità di sbriga-pratiche ancora forte nel nostro vivere quotidiano, le nostre convinzioni di poter fare tutto e il suo contrario “tanto nessuno se ne accorge, tanto me la cavo”. E’ quella mentalità che ci fa operare ancora con criteri gestionali di vent’anni fa quando si anticipava un decimo delle somme che si anticipano oggi, quando le pratiche si facevano pagare prima e si definivano nel tempo. Quando si poteva fare di tutto nella gestione della propria struttura, quindi costi molto variabili in assenza degli studi di settore.

Oggi la professionalità non è solo una bella parola ma un fatto imprescindibile per poter operare sul mercato dei servizi.

Oggi essere imprenditore, quindi anche gestore dei costi/ricavi della propria impresa, è un fatto basilare per non trovarsi, all’improvviso, fuori dal mercato e chiudere bottega.

Oggi essere cosciente dei propri limiti, lavorare costantemente per migliorarsi e conoscere il proprio lavoro, investire e rischiare nel proprio lavoro sono scelte obbligate per dare un futuro vero alle nostre imprese.

Abbiamo delle grandi potenzialità, ma anche dei grandi concorrenti che tendono più a sopraffarci, a limitarci, a condizionarci, ad annetterci addirittura anziché ad accettare le regole del mercato ed operare ognuno nel proprio ambito.

A questa grande sfida, a quella vera, a quella dei soldi e degli interessi non si può pensare di rispondere con le armi che abbiamo usato negli anni scorsi, perché non funzionerebbero più, perché inadeguate, insufficienti pressoché inutili. O ci sforziamo di crescere, di migliorare, di essere convinti del proprio operare senza presunzione ma con la consapevolezza di farlo secondo il dettato normativo quindi non condizionabili dalla P.A. (vedi CdP non consegnati in attesa delle convalide da PRA) oppure saremo maledettamente perdenti, avviliti, frustrati.

Se daremo valore e forza al nostro lavoro potremo tentare di modificare alcune “abitudini” dell’attuale mercato dei servizi automobilistici e cambiare il “valore cliente”.

Se daremo risalto al nostro ruolo e alla nostra immagine avremo maggiore possibilità di incidere sui cambiamenti nel mondo della burocrazia dell’auto e valorizzare il ruolo del cliente/utente/automobilista.

Ci aspetta il solito autunno caldo, forse molto più del solito. Ci aspetta un 2005 ricco di sfide decisive per il nostro ruolo ma soprattutto per le nostre tasche.

Se saremo coscienti e compatti, seri e decisi nel difendere la nostra impresa con gli strumenti giusti, quelli appena segnalati, potremo dare forza al progetto futuro, a quello dello STUDIO DI CONSULENZA AUTOMOBILISTICA, a quello di questa UNASCA.

Buon lavoro ed un felice periodo di vacanze.

Il Segretario Nazionale Studi

Ottorino Pignoloni