STUDI DI CONSULENZA AUTOMOBILISTICA: ANCORA ATTORI PRINCIPALI……

Oggi il Consiglio dei Ministri ha licenziato definitivamente il regolamento che semplifica l’autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli.
L’importanza del regolamento sta nel fatto che, dopo il rilascio della ricevuta di cui all’art.7 della legge n. 264/91 la riscossione delle tasse automobilistiche e lo sportello telematico dell’automobilista, le nostre imprese vengono abilitate alla produzione delle targhe (in questo caso, quelle di prova). Quindi il soggetto 264/91 è riconosciuto per l’esercizio di pubblico servizio, che, oltre a riscuotere i tributi e rilasciare i documenti di circolazione, provvederà alla produzione e distribuzione delle targhe. Direi un importante chiusura del cerchio che rafforza la nostra figura “specifica, professionale, particolare” quindi da tutelare e rafforzare, in vista di nuove future opportunità.

……… L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA.

“Da fonte IL GAZZETTINO del 7.11.2001 di VENEZIA – MESTRE
Indagini della Guardia di Finanza: l’Iva veniva versata in maniera forfettaria, ma i clienti pagavano per intero – AUTO USATE, 40 AGENZIE INDAGATE PER TRUFFA – Raffica di perquisizioni. Sequestrata documentazione. Centinaia di milioni sarebbero stati sottratti all’Erario

Truffa ai danni dello Stato.

E’ questa la pesante accusa che la procura di Venezia ha già formulato nei confronti di una quarantina di agenzie di pratiche automobilistiche di tutta la provincia, dopo le indagini della Guardia di Finanza lagunare, che ha scoperto un imbroglio che potrebbe far rientrare nelle casse dello Stato centinaia e centinaia di milioni indebitamente sottratti.
Ma non è tutto. Perché seguendo lo stesso schema investigativo i militari avrebbero già allargato le indagini a tutto il Veneto, anzi, a livello nazionale, in virtù dell’ipotesi che tale prassi fosse diffusa ben oltre i confini locali, coinvolgendo dunque anche i vari comandi territoriali, in quella che potrebbe rivelarsi una truffa più che miliardaria.
Per adesso, i titolari delle agenzie di pratiche coinvolte nell’inchiesta della procura veneziana sono stati raggiunti dagli avvisi di garanzia, che il personale del Nucleo provinciale di Polizia tributaria delle Fiamme Gialle ha notificato in queste ore agli indagati. Contestualmente sono stati eseguiti – sempre su delega dalla magistratura – perquisizioni e sequestri nelle sedi delle stesse agenzie.
L’accusa riguarda i passaggi di proprietà dei veicoli usati. Infatti, la tassa da versare allo Stato da parte dell’acquirente viene calcolata sulla base di parametri fissi, relativi ai kilowatt dell’auto in questione. Così, per fare un esempio un “duemila” di cilindrata con 120 chilowatt paga poco più di un milione di lire. Esiste però un’alternativa, ed è quella rappresentata da una parte dalle auto fino a 53 kilowatt, dall’altra dai venditori che sono soggetti ad Iva, cioè titolari di partita Iva che vendono il bene nell’esercizio di impresa, dunque fatturandolo. Entrambi pagano una cifra forfettaria di 350 mila lire. Ed è proprio il secondo caso quello che interessa questa inchiesta. Infatti, in base a quanto sarebbe emerso dalle indagini avviate di iniziativa dalle Fiamme Gialle, le cose nella realtà sarebbero andate diversamente. Dopo che gli acquirenti avevano versato all’agenzia l’imposta del passaggio di proprietà calcolata secondo le tabelle provinciali, secondo l’accusa a loro insaputa i soggetti venditori privati venivano trascritti al Pra dalle stesse agenzie come soggetti ad Iva. Ecco quindi che anziché pagare l’importo spettante veniva versata un’imposta di 350 mila, quella appunto prevista in questi casi.
Ma non è tutto, perché adesso lo stesso Erario potrebbe rivalersi del mancato introito di quanto dovuto direttamente sulle persone che risultano non avere versato quei soldi. Insomma, se le accuse mosse dalla procura e dalle Fiamme Gialle (dalle quali ieri non è stato possibile ottenere conferme ufficiali) si riveleranno esatte, centinaia di persone, forse migliaia, nella sola provincia di Venezia, rischiano di scoprire di essere debitori nei confronti dello Stato, di soldi che però hanno già sborsato.
In realtà, si può già immaginare che un’eventuale rivalsa possa essere effettuata da parte dell’Erario nei confronti di chi non ha effettivamente corrisposto quanto dovuto, dunque le agenzie in questione. O perlomeno questa è una concreta speranza, altrimenti al danno si aggiungerebbe la beffa.”

L’Unasca, nell’auspicarsi una rapida e sollecita indagine per conoscere la verità, sarà poi in prima linea per tutelare l’immagine delle agenzie e consulenti automobilistici che, se fosse vera l’accusa, hanno subito enormi danni (sotto tutti i profili) dalla concorrenza sleale di chi operava in tal modo. Si ripete, se tutto ciò risultasse certo e provato.

Buon lavoro.

F.to Il Segretario Nazionale Studi – Ottorino PIGNOLONI