MILANO

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Riportiamo l'articolo di una studentessa dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale " C.E. GADDA" di Paderno Dugnano (MI), cui è stato impartito il corso di Educazione Stradale "Ruote Sicure", contenente le impressioni e le valutazioni su corso stesso.

 

Il progetto "ruote sicure" ci venne comunicato con una circolare che sembrava annunciare il solito noiosissimo incontro di educazione stradale...
Ma, ATTENZIONE, ATTENZIONE, la Provincia si è rinnovata!
La prima parte del percorso, 4 ore, è stata relazionata da una psicologa, Elena Marino, che ha reso il tema molto interessante privilegiando l'aspetto psicologico alle formalità del codice stradale; la seconda, 6 ore, si svolgerà nei prossimi mesi con un insegnante di scuola guida.
I dati statistici rivelano che gli incidenti stradali rappresentano la principale causa di morte dei giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni, per il 90% maschi.
Con un test al computer, abbiamo valutato la nostra idoneità psicologica alla guida: i risultati ottenuti mostrano che, dopo una fase di perdita del controllo, l'atteggiamento per la maggior parte della classe, diventa prudente, riflessivo e pronto a ponderare la situazione.
La guida è infatti un'attività impegnativa che richiede attenzione, concentrazione e l'utilizzo di molte parti del corpo. Cosa succede infatti mentre guidiamo?
Tutti gli stimoli percepiti rimangono nel nostro cervello per 250 millesimi di secondo; solo se considerati rilevanti, vengono rielaborati e trasformati in risposte o comandi appropriati. Non a caso le emozioni, lo stato d'animo e l'efficienza fisica influiscono sulla capacità di attenzione, sulla prontezza di riflessi e di reazione davanti al pericolo.
"L'aereo? Troppo pericoloso, preferisco la macchina."
"E' statisticamente provato che la macchina è un mezzo di trasporto più pericoloso dell'aereo."
A partire da queste affermazioni, abbiamo analizzato come la percezione del pericolo sia notevolmente diversa tra passeggero e conducente; chi non ha il controllo del veicolo, sopravvaluta il rischio.
Ognuno di noi, infatti, percepisce, elabora e reagisce in maniera soggettiva, ma più la situazione è familiare e si ha la padronanza del mezzo, più diminuisce la stima di pericolosità.
Molto spesso, ci spiegava la psicologa, soprattutto tra i giovani, l'incidente è causato da un'intenzionale ricerca del rischio. La scarsa autostima, il bisogno di prevalere nel gruppo portano ad un comportamento poco prudente, una sfida estrema a conferma delle proprie capacità, del proprio coraggio.
Questi fattori psicologici insieme alla violazione del codice stradale, allo stato di salute e allla distrazione del compiere più attività contemporaneamente (radio-cellulare), sono fra le principali cause di incidenti spesso anche gravi o mortali.
Soffermarsi a riflettere su questi dati è stato sicuramente positivo e ritengo che in un discorso di formazione globale, attività di questo genere, anche se non prettamente scolastiche, siano altrettanto utili ed importanti...

Francesca 2H

 

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